Giuseppe Dovichi



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Il Testimone rappresenta la grande svolta: il giro di boa, la calma dopo la tempesta. Uscito improvvisamente e forzatamente dal mondo del lavoro a causa di una grave malattia, ha finalmente raggiunto quella serenità, quella pace interiore che non aveva mai trovato; infine, con essa, è uscito il terzo libro, "Il Profumo del Vento", un romanzo compiuto, più maturo, che esce finalmente, dalle secche dell'autobiografia, benché ispirato ai suoi precedenti viaggi e alla sua antica passione per la montagna.


                                                                                                           

Verranno i giorni grandi


Verranno i giorni grandi,
quando il sole
morirà laggiù dietro la stalla.
Quando la mucca
riscalderà il presepe,
e popperà il puledro alla cavalla.


Verranno i giorni grandi,
quando la poiana
proietterà la sua ombra nella valle:
sui prati e sulle messi
della fatica umana.
Verranno gli autunni melanconici,
con le foglie gialle.


Verranno i giorni grandi,
quando i cavalli
voleranno nel vento della sera;
e l’aratro
riposerà
in cima alla collina,
affondato nel solco della terra.


Verranno le sere estive
a sfogliare il granoturco
sull’aia, davanti al casolare:
con il canto dei grilli
che accompagnano in sordina.


Verranno le lunghe sere
davanti al focolare,
ed un inverno lungo e burrascoso.
Verrà la donna a riscaldare
un cuore impenitente,
un animo dubbioso.


Verranno i bimbi a dare

il cambio della guardia,
quando gli gnomi del bosco
racconteranno favole sincere.
Danzeranno al suono del liuto,
inseguendo principi e chimere
le ragazze vezzose:
cantando amore
diventeranno spose.


Verranno le preghiere
dei morti a consolare
chi ha fatto il suo cammino,
e chi lo deve fare.


E chiamerà di buon mattino
un uccellino implume;
ci sarà sempre un fiore sull’altare,
e sempre acceso il lume.


(da Il Testimone)